Servizio ottico "Cristina Castagna"
Cara Suor Tiziana...
Carissima Cristina...
Una serie di lettere, dimenticate nel cassetto della sua casa di San Quirico, sono tornate alla memoria di Agostino e Ada, genitori di Cristina Castagna dopo il drammatico ‘piede in fallo’ che ha spento nel vuoto e nel ghiaccio del Broad Peak il suo sorriso.
Quando scompare uno stretto parente, dopo i lunghi rimandi che ti impediscono di affrontare le cruda realtà della sua assenza dalla sua casa e dai luoghi famigliari, si deve tornare ad aprire stanze, armadi e cassetti. E saltano agli occhi foto, immagini, ed oggetti che sono struggenti ricordi, a volte obsoleti, che però immancabilmente riacutizzano il dolore della inesorabile perdita.
Queste lettere, scambiate tra suor Tiziana e Cristina, hanno richiamato una storia passata, ma ancor viva.
Cristina e suor Tiziana si conoscevano da diversi anni, da quando la giovane ancora studiava per dedicarsi alla professione sanitaria e chiedeva alla suora, fin da allora missionaria in Costa d’Avorio, informazioni e consigli.
In due occasioni Cristina si è recata ad Alépé per incontrare personalmente suor Tiziana, unico Medico della Congregazione vicentina delle Dorotee, allora appena inviata in Costa d’Avorio ed impegnata in un ospedale di foresta, costituito pressoché da baracche.
Certamente quelle visite devono aver rafforzato in Cristina la volontà di dedicare la sua attività all’assistenza dei malati.
Il filo della loro amicizia è rimasto immutato nel tempo e si rafforzava con i rientri a Vicenza che suor Tiziana faceva ogni due anni per le sue ferie, sempre molto ‘laboriose’ perché impiegate, più che nel riposo, nella ricerca di aiuti per la sua Missione ed il suo Ospedale africani.
Agostino ed Ada, ritrovate, nel riordino delle cose di Cristina, quelle lettere hanno deciso di dare a suor Tiziana un aiuto concreto nel ricordo dell’amicizia della figlia.
Hanno così raccolto una prima significativa cifra con l’intesa con suor Tiziana di destinarla ad un progetto necessario e significativo.
È nata così l’idea di destinare questi primi fondi alla continuità ed al rafforzamento del ‘Servizio ottico’, gestito direttamente dalla Comunità delle Dorotee, che in estrema sintesi consiste in un paio di stanze (che verranno intitolate a Cristina) dove lavora Alphonse, un Tecnico del posto ma istruito in Italia. A lui è devoluto il compito di primo intervento nella misurazione della vista e nella fornitura di occhiali, oltre alle medicazioni per i frequenti traumatismi presenti in quelle zone.
Attualmente l’Associazione ‘Progetto Alépé Onlus, presieduto da Silvana Marchesini Mastrotto con sede a Monticello di Fara, cura la fornitura di lenti, di montature di occhiali e di tutto il materiale ottico necessario per questo servizio.
Diciamo che è la struttura di base che però deve essere integrata con la formazione (sempre da noi in Italia) e l’assunzione di un secondo Tecnico, dato che in quelle zone i disturbi della vista sono numerosi e prima della istituzione dell’attuale Servizio non trovavano nessuna assistenza.
Una delle patologie più invalidanti è la presenza della cataratta, molto frequente per varie ragioni locali: mancata protezione dalla luce solare, infiammazioni e traumi mal curati, patologie varie. I casi diagnosticati sono oltre 500 con diversi pazienti, anche giovani, che arrivano alla perdita completa della vista.
Per cercare di porre rimedio a questa grave patologia, dallo scorso anno 2009 suor Tiziana ha ottenuto che una équipe di specialisti formata da un medico chirurgo oculista, due infermiere strumentiste di sala operatoria e due tecnici ottici - che già si recavano dall’Italia in Burkina Faso, dove avevano allestito un autonomo servizio per delle campagne chirurgiche - allungassero il loro soggiorno in Africa per attivarne un analogo anche ad Alépé. La cosa non era affatto semplice perché si tratta di persone che si dedicano a queste missioni in maniera del tutto volontaria e sottraendo il tempo alle loro legittime ferie.
La richiesta è stata peraltro accettata, in via sperimentale, dal chirurgo oculista dott. Lino Forner dell’ospedale di Pordenone e dall’ottico Flavio Martano di Vicenza che subito, già nel febbraio 2009, sono riusciti, con una équipe minima di tre persone a svolgere, nel corso di 15 giorni, una campagna di chirurgia oculistica conclusa con 54 interventi di cataratta.
I risultati clinici e personali dei pazienti (alcuni hanno riacquistato la vista perduta da anni!) e le soddisfazioni professionali ed umane degli operatori sono stati tali che l’entusiasmo ha fortemente contagiato il gruppo di Progetto Alépé.
Grazie al generoso coinvolgimento della ‘Fondazione Arciso Mastrotto’ di Arzignano, è stata acquistata la strumentazione operatoria essenziale e stabile per questa tipologia di interventi, che nel primo esperimento (diciamo di prova) era stata trasportata dal Burkina Faso. Lo strumento essenziale acquistato è un Microscopio operatorio Leica M220 F12 di moderna concezione che, con gli altri supporti tecnico-sanitari ha costituito una dotazione di circa 50.000 euro, affidata alla cura del ‘Servizio ottico’ locale in modo che sia sempre pronta per altre équipe disponibili alla trasferta.
Quando questa è concordata sia nei tempi operativi che nella quantità degli interventi che si presume di poter effettuare, il gruppo ‘Progetto Alépé’ provvede ad inviare tempestivamente tutto il materiale sanitario necessario per le sedute e cioè i cristallini, gli antibiotici, le bende, i disinfettanti, gli aghi, i guanti, le bende etc etc.
Proprio in questi giorni (sono partiti il 29 gennaio u.s.) il dott. Forner con altri 4 volontari si trova ad Alépé e sta eseguendo gli interventi. Una seconda e diversa équipe di Padova è disponibile per aprile 2010 perché si vorrebbe ridurre in maniera significativa il numero di coloro che sono in lista d’attesa. I quali, ripetiamo, sono sempre circa 500 perché se sono una cinquantina i casi operabili in circa 15 giorni (tanto dura una campagna), altrettanti sono quelli che si aggiungono alla lista con le nuove visite.
Il costo di questo ‘Servizio ottico’ (che verrà appunto intitolato a Cristina Castagna) è stato calcolato con le attuali potenzialità operative (cioè fornitura continuativa di lenti ed occhiali e attivazione di due sedute di chirurgia oculistica all’anno) in almeno 10.000 euro per il 2010. Inoltre si spera nella possibilità di poter portare in Italia, per la necessaria istruzione, il secondo tecnico.
In conclusione per consentire la continuità di questo servizio, di cui si è appurata la indispensabilità per garantire alla popolazione di Alépé (circa 120.000 persone sparse in territorio di foresta) un supporto sanitario minimo onde conservare e curare un bene tanto prezioso qual è la possibilità di vedere, è necessario contare su un flusso continuativo di denaro destinato specificatamente a questo progetto.
Quindi: nel nome della solidarietà e nel ricordo di Cristina Castagna, le sottoscrizioni e le offerte possono essere inviate a:
Associazione ONLUS ‘Progetto Alépé - Costa d’Avorio’
cod. fisc. 95083320242
C/c IBAN IT96 EO8339960730000000196144
presso la Cassa rurale ed Artigiana di Brendola, ag. di Meledo (Vicenza);
con la precisazione: "Servizio Ottico Cristina Castagna".



